Giustizia, processi civili più veloci. Ma il recupero credito è sempre lento

Pubblicato da pierpaologasbarri@gmail.com il

I tempi medi dei processi civili in Italia si sono ridotti del 12% nel 2016 rispetto al 2015 ( 375 giorni vs 427 giorni), nonostante questo la tempistica italiana è ancora molto lontana da quella di Paesi come Lussemburgo e Belgio dove per chiudere una causa civile di primo grado bastano meno di 100 giorni (tre mesi). A dirlo sono i dati elaborati da Intrum Law e presentati durante la Fiera del Credito che si svolge presso la sede de Il Sole 24 Ore. In altri Paesi come, ad esempio, Olanda, Austria e Svezia servono dai 100 ai 200 giorni per la chiusura di una causa civile in primo grado.

Alla base di questa situazione tutta italiana si potrebbe ipotizzare una scarsità di risorse impiegate e un problema di allocazione di risorse economiche ma, almeno secondo i dati del Justice Scoreboard il problema non sembra questo. L’Italia, infatti, spende circa 90 euro per abitante per i tribunali, più o meno come il Belgio ( dove una causa di primo grado termina dopo tre mesi in media) e la Slovenia ma comunque meno della Germania (150 euro per abitante). L’Italia si piazza agli ultimi posti per numero di magistrati, 10 ogni 100 mila abitanti, come Francia e Spagna mentre in Germania sono 23 ogni 100 mila abitanti.

«Il dibattito sui tempi della giustizia è di grande attualità anche per la rilevanza sul potenziale di crescita del nostro sistema economico – sostiene Antonio Rabossi, Managing Partner di Intrum Law Italy -, il fattore tempo è da anni sotto la lente di ingrandimento del legislatore, il quale, con una lunga serie di riforme, sta tentando di ridurre i carichi di lavoro e smaltire l’arretrato. È in corso la sfida per la riqualificazione del sistema giudiziario ponendo al centro l’innovazione legislativa per la contrazione dei tempi di durata delle procedure».

Nonostante vi sia stato un timido miglioramento negli ultimi anni il nostro Paese risulta uno degli ultimi fra quelli appartenenti all’Ocse per lentezza delle cause civili. L’Ocse ha certificato che in Italia il tempo medio per la conclusione dei tre gradi di giudizio è pari a quasi 8 anni – 2.866 giorni (la media degli altri Stati si colloca intorno ai 788 giorni).

Le tempistiche del recupero crediti in Italia
Con specifico riferimento al recupero del credito giudiziale, in base ai dati di Intrum Law, è emerso che i tempi medi necessari per portare a termine l’iter partendo dal momento del deposito del ricorso per decreto ingiuntivo sino all’assegnazione delle somme, si attestano intorno a 340 giorni e sono, dunque, ancora molto lontani rispetto alle tempistiche legittimamente attese dai creditori.

Per accelerare i tempi, secondo l’analisi di Intrum Law, occorrerebbe pianificare la rimodulazione dell’intero sistema giudiziario, in primo luogo attraverso un incremento del numero di magistrati ordinari e, in seconda battuta, attraverso interventi di sistema, ad esempio ipotizzando una progressione di carriera collegata, anche solo in maniera indiretta, al numero di cause definite. In parallelo, appare necessario riorganizzare gli Uffici Giudiziari improntandoli a logiche di pura efficienza; ad esempio, eliminando quelle procedure interne (divenute per lo più obsolete anche in ragione del processo civile telematico) che oggi incidono (ancora) negativamente sui tempi e sui costi della giustizia.

Una soluzione per abbreviare le tempistiche legate ai processi è l’ ottimizzazione delle attività necessarie all’incasso dei crediti. Dalla lettura dei grafici si evince che per il completamento di un’ azione giudiziale di recupero del credito avviata con ricorso per decreto ingiuntivo sino all’ esecuzione forzata sembra lecito ipotizzare un tempo teorico compreso tra un minimo di 184 giorni ed un massimo di 249 giorni. Purtroppo ci sono diversi fattori che incidono in maniera significativa sulla durata dei procedimenti a prescindere dalla concreta applicazione delle disposizioni di legge.

Procedure di recupero crediti in Italia (tempistiche)

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